Hyperbola

Eccomi. 34 anni. Maschio. Omosessuale. Italiano. Solitario. Silenzioso. Pacifico come amava definirmi una persona tantissimi anni fa. Disperso. Incapace. Presuntuoso. Convinto di riuscire nelle cose che faccio. Ma oggettivamente conscio del fatto che ho il cervello bloccato. Come un ingranaggio inceppato. Ne sento il ticchettio. Soprattutto quando le parole escono fuori non lineari. Quando i concetti si annebbiano. Quando pretendo di valere di più ma in fondo so che non valgo assolutamente nemmeno la metà di quello che credo. Sono cresciuto con convinzioni false. Con l’idea che “potevo”. Ma il potere è solo un’illusione. Non tutti possono. Potere non è affatto un concetto democratico. Non si applica a tutti. E quindi non vedo perché insisto a credere a cose a cui dentro me sono certo siano false. Non credo in me. Non ci credo. Non ci ho mai creduto. Sono la più grande farsa mai inventata. Invisibile. Nascosto. Debole.