Giddy Whirl.

Dopo mesi ritorno a scrivere su queste pagine. Questo piccolo angolo di parole che fluiscono nel nulla, dal mio cuore al buio della rete. Un tempo riuscivo a scrivere di più, riuscivo a trovare le parole per descrivere lo stato d’animo di ogni momento. Forse prima mi emozionavo di più. Il mio corpo inesperto viveva nell’attesa di qualcosa che potesse scuoterne l’esistenza fisica. Lo struggente desiderio di quella vita sognata, ma chiaramente impossibile… E’ così. I desideri adolescenziali alle volte sono meno concreti di quelli infantili. Tutto ciò che si appoggia al verosimile ma poi sfora nell’irrealtà diventa una lama, l’arma contro la quale ci si scontra quando poi all’improvviso la realtà fa capolino e ci dice, eccomi, sono io, sono tutto ciò che c’è, tutto ciò che puoi avere, tutto ciò che resta.

Ho tentato di venirea galla, ma invano. Mi sono illuso di percorrere un sentiero. Ma mi rendo conto che è troppo difficile per me essere ciò che non sono. E resto dunque nella mia mediocrità, quello stato in cui nulla mi fa brillare né sono faro per nessuno. E mi stringo nel mio inverno come il giovane Holden in preda a quella nauseante confusione di chi sa cosa ama ma non sa da cosa è amato.

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