Time. Seasons. Songs.

Il tempo scorre. Veloce o lento non lo so. E troppo spesso giudichiamo la nostra vita utilizzando un metro che non ci appartiene perché in fondo la vita noi non l’abbiamo mai vissuta. E nessuno davvero sa come funzioni, come si svolga, quale sia il suo ritmo naturale, se davvero conta essere vincitori o vinti.
Le stagioni evolvono, i colori cambiano, le canzoni restano….”il dolore passerà” dicono… Ecco le certezze, il metro col quale misuriamo tutti gli eventi e la probabilità che essi si avverino o che essi si insinuino nella trama apparentemente serrata del nostro destino. In fondo tutto sembra impossibile o lontano e poi accade. Poi finisce. Poi trascorre. Poi si fa mancare. Incommensurabile nostalgia. Ombra di un qualcosa che col tempo identifichiamo con la felicità… La felicità, sì quella felicità che non esiste se non come stato transitorio ed instabile. E rivivere al contrario le medesime circostanze, ove mai possibile, non genera lo stesso effetto, mentre riviverle col pensiero provoca solo quell’intensa fitta di mancanza che umanamente chiamiamo nostalgia.
Ci sono cose che non avremo mai nella nostra vita. Mai. Anche tra quelle più semplici che chiunque potrebbe avere. Anche quelle, in realtà, non sono per tutti. Perché il destino – chiamiamolo così, semplicemente non ha voluto così per noi. Come un incantesimo lanciato quando abbiamo formulato il nostro primo pensiero. E ci ritroviamo al buio, nella notte, in un letto caldo ed un bagliore di un lampione che filtra tra le persiane, guardando il soffitto in un silenzio luminoso, l’essenza del pensiero che striscia in un fruscio di tela e di lenzuola che sordo si disperde nel cuore pacifico ed intenso della pura oscurità.

Vacanze?

Le vacanze di Natale arrivano per disorientare, per rompere con la routine ma non a sufficienza. È quel poco che serve solo a farci perdere il ritmo della vita (quella vera) senza darci reale riposo ma solo stress aggiuntivo per la necessità di doversi riadattare dopo poco più di una settimana a tutto il male che ci attende SEMPRE là fuori.

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